Sammy Jay in conversation with Gwendoline Christie

Forse perché sono un antidoto alla nostalgia, forse perché mettono ordine al caos. Le prime edizioni autografe, per il libraio antiquario Sammy Jay e l’attrice Gwendoline Christie, sono feticci che hanno cambiato le loro vite.

Sammy Jay: Perdona la curiosità, cos’è quel libro rosso che vedo dietro di te, messo in bella mostra sulla tua libreria, Gwendoline?

Gwendoline Christie: È una copia di Ogni passione spenta di Vita Sackville-West, autografato dall’autrice. Un regalo di Kim particolarmente gradito: rappresenta infatti il mio battesimo con le prime edizioni. 

S.J. Kim ha una tale venerazione sia per Vita Sackville-West sia per Virginia Woolf! La prima edizione che più gli invidio, tra le tante della sua collezione, è sicuramente la copia con dedica di Orlando che Virginia regalò a Vita: la copia più preziosa al mondo di quest’opera, e non mi riferisco solo al valore economico. Una volta, a casa sua, ho avuto modo di sfogliarla, e scorgere quella firma autografa tra le prime pagine… è stato come trovarsi davanti al Santo Graal! Kim ha una vera ossessione per quel libro, e la sua scelta di portarlo sulla passerella di Fendi, affidandolo alle mani di Demi Moore, era per lui carica di significato.

G.C. Virginia Woolf ha sempre avuto un posto speciale anche nel mio cuore. Ma è grazie a te e Kim, e alle prime edizioni dei suoi libri che in questi anni mi avete permesso di toccare con mano, se sento di avere stretto con questa scrittrice un legame nuovo, quasi personale.

S.J. Ti sei mai chiesta a quando risale il tuo feticismo per i libri?  

G.C. Al tempo in cui ero studentessa alla Drama Central London, ho accettato di lavorare come bibliotecaria a casa dell’attore, scrittore e regista Simon Callow, mio amato mentore e grande collezionista di libri antichi e prime edizioni. E così, passando intere giornate in compagnia di quei volumi polverosi, finì che ne venni irrimediabilmente sedotta. E tu, Sammy? Com’è avvenuto il tuo incontro con le prime edizioni?

S.J. Alla morte di mio nonno, la nonna mi chiese di aiutarla a fare ordine tra i suoi documenti e i suoi libri. Un giorno — un giorno che avrebbe cambiato la mia vita — mi trovai tra le mani… una prima edizione di Frankenstein di Mary Shelley, con tanto di dedica dell’autrice a Lord Byron!

G.C. Wow! E cosa ne hai fatto poi?

S.J. Dopo un po’ di esitazioni, mia nonna decise di venderlo. Fu in quell’occasione che entrai in contatto, per la prima volta, con un mondo parallelo di cui non sospettavo l’esistenza, e che oggi è diventato il mio: il mondo dei collezionisti di libri rari, dove questi preziosi oggetti passano di mano in mano.

 G.C. Ti sei mai chiesto cosa spinga i tuoi clienti  a collezionare libri, talvolta in maniera così ossessiva?

S.J. L’impressione è che, attraverso i libri, molte persone si affannino a ricostruire un loro “paradiso perduto”; una parte di sé che avvertono di avere perso nel corso della vita, e alla quale guardano con profonda nostalgia: la giovinezza, una casa abbandonata, un senso di ordine nel mondo… 

G.C. I libri, dunque, come antidoto alla nostalgia. 

S.J. Sì, ma c’è di più. Grazie alla loro capacità di evocare nuovi mondi, possono ispirare il futuro: e la sfilata di Kim, nata sotto il segno di Orlando, ne è un ottimo esempio. Sono questi i libri che più amo collezionare. Li ho battezzati “libri imbevuti nell’acqua di Ippocrene”, con riferimento alle magiche fonti attorno alle quali erano solite danzare le muse per trovare l’ispirazione poetica. Sono note anche come“fonti di Pegaso”, e non a caso il mio segnalibro – un meraviglioso dono di mia moglie, realizzato a Venezia dallo stampatore Gianni Basso — raffigura un cavallo alato.  

G.C. Quali titoli figurano nella tua collezione di libri che sono serviti a ispirare la creatività dei loro proprietari?

S.J. Possiedo la copia di un’antologia di poesia greca del poeta Rupert Brooke e la copia dell’Iliade che Christopher Logue ha usato per War Music, il suo poema modernista ispirato all’epica omerica. Ma negli anni me ne sono passati tra le mani di ben più importanti, primo tra tutti la copia della Divina Commedia di Dante di Jorge Luis Borges, fitta di sue annotazioni a mano. 

G.C. Ah, i libri! Oggetti così magici per questa loro capacità di far da ponte tra creatività passata e futura! A volte ci illudiamo di possederli, dimenticando che ne siamo solo custodi.

Testo raccolto da Michele Fossi, pubblicato su Vogue Italia, aprile 2021


Gwendoline Christie è una modella e attrice inglese, nota per aver interpretato Brienne di Tarth nella serie “Il trono di spade” e il capitano Phasma in “Star Wars: il risveglio della Forza”. Tra i prossimi progetti, la serie Netflix “The Sandman”. Amica di Demi Moore e di Kim Jones, è stata lei a farli conoscere.

Sammy Jay è un esperto di libri rari. Ha curato una mostra di volumi antichi e manoscritti del Bloomsbury Group per il debutto di Kim Jones nella Couture Fendi P/E 2021 a Parigi. Dopo aver scoperto una prima edizione di “Frankenstein” con dedica autografa di Mary Shelley a Lord Byron, nel 2012 inizia a lavorare per il prestigioso rivenditore di libri antichi di Londra Peter Harrington.

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