“No place to hide”: Interview with Glenn Greenwald

Nel maggio del 2013 una spia informatica pentita, Edward Snowden, organizza un appuntamento segreto in un hotel di Hongkong con la documentarista Laura Poitras ed il giornalista, scrittore ed attivista americano Glenn Greenwald, allo scopo di consegnare loro scottanti documenti top-secret: dopo pochi giorni, il mondo scoprirà dell’esistenza di un programma di “sorveglianza di massa” senza precedenti nella storia, l’inquietante “Big Brother” progettato dall’NSA, l’agenzia di sicurezza nazionale americana in collaborazione con i servizi segreti britannici, in grado di intercettare e registrare, ogni giorno, miliardi (!) di telefonate, email e chat private di ignari cittadini di tutto il mondo. Dopo il successo planetario del libro “No Place to Hide” di Greenwald, vincitore di un premio Pulitzer, e del documentario “Citizen Four” di Laura Poitras, un film in uscita questo mese, l’atteso “Snowden” di Oliver Stone”, torna a raccontarci gli avvincenti retroscena di quel sensazionale scoop giornalistico. «A distanza di poco più di tre anni da quei fibrillanti giorni rievocati dal film, posso ormai dire con certezza che l’enorme costo personale pagato da Snowden per aver denunciato quell’inaudito abuso di potere — la perdita della propria libertà — non è stato vano», dichiara Greenwald. «Grazie alle sue coraggiose rivelazioni, la “difesa della privacy” è assurta a questione centrale del dibattito globale degli ultimi anni; si è venuto a formare un agguerrito fronte di attivismo hacker “anti-sorveglianza” sempre più ampio e organizzato; un numero crescente di cittadini fa uso quotidianamente di sistemi di cifratura, come Tor e PGP, per proteggere le proprie comunicazioni. La percezione collettiva del problema è mutata al punto, che persino quei colossi dell’high-tech come Google, Facebook, Yahoo, Microsoft e Apple, per anni complici dell’NSA nel programma di sorveglianza, oggi, per non compromettere la propria immagine, ingaggiano violente battaglie mediatiche contro FBI e governo in nome della privacy dei loro utenti», osserva il giornalista. «La battaglia per la difesa della privacy, si badi bene, è ancora lontana dall’essere vinta: non solo l’apparato spionistico dell’NSA è sempre in piedi, ma si lavora addirittura per potenziarlo. L’obiettivo della totale eliminazione della riservatezza telematica in tutto il pianeta è tutto fuorché derubricato». Mette poi in guardia: «Soprattutto in questi mesi di recrudescenza del terrorismo internazionale, si moltiplicano le voci di coloro che sostengono che che tali sistemi di spionaggio indiscriminato di massa siano necessari per ragioni di sicurezza pubblica. Non prestate loro fede. Lo scopo principale dell’NSA era infatti – ed è tutt’oggi – raccogliere informazioni di interesse economico o politico. Secondo innumerevoli esperti di antiterrorismo, un sistema di “sorveglianza di massa” di dimensioni così pachidermiche, non solo è altamente inefficiente, ma addirittura controproducente per sventare in tempo attentati: ti affoghi da solo in un mare di dati, rischiando di perdere di vista quelli importanti.»

 

Pubblicato su L’Uomo Vogue, Settembre 2016

 

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Photo credit: in alto, ritratto di Glenn Greenwald col suo compagno scattato da Jakob Appelbaum, courtesy of Jakob Appelbaum and Nome Gallery

 

A seguire: immagini del film “Snowden” di Oliver Stone

 

“Snowden” by Oliver Stone
“Snowden”, by Oliver Stone
“Snowden” by Oliver Stone
“Snowden” by Oliver Stone
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“Snowden” by Oliver Stone
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