Science fiction and Horror movies from the Gulf

Intervista con l’esperta di cinema arabo Ania Wojtowicz sul successo dei generi Horror e Fantascienza tra i giovani registi dei paesi del Golfo

«Negli ultimi anni una fetta considerevole dei film prodotti nella regione del Golfo può essere ascritta al genere della fantascienza e dell’horror», spiega l’esperta di cinema arabo Ania Wojtowicz. «La cosa non deve stupire:  nell’elemento fantastico che accomuna questi due generi i registi trovano una comoda cornice narrativa per affrontare sul grande schermo tematiche di grande attualità, di cui sarebbe impensabile parlare apertamente». Nelle invasioni di mostri dei film “Lock down: the moon escape” e “Envy the dead”, ad esempio, è possibile leggere una trasposizione della paura, molto diffusa negli Emirati ed in Qatar, per quello che avverrà quando, a breve, la popolazione dei lavoratori stranieri supererà in numero quella locale. «Un rapido cambiamento demografico visto da un lato come necessario per lo sviluppo della regione e dall’altro come una minaccia alla sua integrità culturale». In un altro, “Asfoora”, vincitore del premio per il miglior cortometraggio al festival di Aiyal, la giovane protagonista, colpevole di aver copiato ad un esame scolastico, viene perseguitata da mostruose creature alate. Per quante ne uccida, ne tornano sempre di nuove a tormentarla. «Un film angosciante, che dà voce al disagio di una nuova generazione che si sente costantemente controllata e giudicata dalla famiglia e dalla società». Un esempio tra i più suggestivi è infine “Qarar”, del regista Ali Al-ansari, ambientato tra le rovine di un Qatar post-apocalittico popolato da zombie. «Evocando scenari di catastrofi, invasioni aliene e mostruose metamorfosi, questi film ci parlano, più in generale, dell’inquietudine identitaria che attraversa l’odierna società dei paesi del golfo: da un lato abbiamo un forte dissidio tra volontà di aprirsi alla modernità e desiderio di preservare la tradizione, dall’altro la continua mutevolezza del paesaggio architettonico rende agli abitanti dei paesi del Golfo difficile provare un autentico senso di appartenenza per luoghi dove sono nati e cresciuti, ma che a stento riconoscono».

Pubblicato su Vogue Italia, Aprile 2016

Asfoora
Asfoora
Asfoora
Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s