“We are family”: Interview with musician Nile Rodgers

 «A seguito dei tragici attentati dell’11 settembre, l’America si risvegliò in preda all’isteria della caccia al nemico ed alla islamofobia. Decisi di andare controcorrente, e di creare uno strumento con cui diffondere attivamente un messaggio di pace ed amore fraterno, ed arginare così una deriva che percepivo come molto pericolosa». Così il musicista Nile Rodgers – fondatore e chitarrista degli “chic”, ma noto soprattutto per aver scritto e prodotto decine di successi per conto di star del calibro di Diana Ross, David Bowie, Duran Duran, Madonna, rievoca la nascita della sua “We are family foundation”, così battezzata in onore della sua hit intramontabile portata al successo nel 1979 dai Sister Sledge. «Ci siamo dati l’obiettivo di aiutare i teen-ager, una fascia d’età estremamente delicata, eppure drammaticamente trascurata dalla filantropia americana, che tradizionalmente concentra la propria azione in progetti di sostegno all’infanzia», spiega il musicista. «Se penso alla mia vita, è sicuramente durante l’adolescenza che ho ricevuto l’aiuto più importante a maturare la persona che sono oggi». Il ricordo vola immediatamente alla Little Italy della sua gioventù, a metà degli anni ’60. «Vi abitavano in massima parte immigrati che,  accomunati dal sogno di un futuro migliore, si aiutavano spontaneamente a vicenda. Non sarei mai diventato un musicista senza questa forma di “filantropia di quartiere”, alla quale devo la mia prima chitarra, ma soprattutto se ho ricevuto un’educazione musicale di prim’ordine, che la mia povera famiglia non si sarebbe mai potuta permettere in una scuola privata». Specializzata nell’insegnamento ai più giovani, attraverso conferenze ed incontri, del rispetto del valore della diversità, attraverso l’iniziativa “Three dot dash” la “We are Family foundation” aiuta concretamente ogni anno centinaia di adolescenti a realizzare un progetto umanitario, mettendo loro a disposizione un budget e il reperimento dei know how necessari. «Grazie ad una mappa interattiva, abbiamo calcolato che in questi anni i progetti supportati dalla fondazione – più di mille ormai – hanno influenzato positivamente – o addirittura salvato – la vita di 15 milioni di persone nel mondo. Progetti quanto mai eterogenei, ma con un importante comune denominatore: la passione per un’idea. Si passa dallo studente-modello britannico che, grazie ad una brillante intuizione, ha messo a punto un sistema rivoluzionario per diagnosticare precocemente il cancro al pancreas, alla ragazza analfabeta del Kenya che, dopo aver notato che le contadine che portavano i collant si ammalavano meno frequentemente di malaria, ha fondato un’organizzazione dedicata alla raccolta di collant usati con cui realizzare zanzariere salva-vita per i più poveri». «Questo progetto, in particolare, mi ha insegnato una grande verità», conclude Rodgers. «Il buon filantropo non impone mai la sua soluzione dall’alto, ma la elabora gomito a gomito con chi intende aiutare. Inizialmente volevamo mettere questa ragazza in contatto con un importante calzaturificio americano, ma lei ha insistito per creare una struttura in Kenya che desse lavoro, e indipendenza economica, alle donne del suo paese. Anche se priva di un’educazione, aveva ragione da vendere». Reduce dalla vittoria di tre grammy awards, questo gennaio, per la sua collaborazione all’album “Random access memories” dei Daft Pank, attualmente Rodgers è impegnato, insieme agli amici Pharrel Williams e Avicii, nella registrazione di un nuovo album studio degli Chic, il primo dal 1992, la cui uscita è prevista a fine autunno.

Pubblicato su L’Uoomo Vogue, Maggio-Giugno 2014

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