La Sovranità Alimentare come ricetta a molti mali dell’Africa. Interview with Aminata Traoré.

A Terramadre ’08 parlerà anche Aminata Traoré, la paladina della “Sovranità Alimentare” in Mali e in Africa.

Il vero dramma dell’Africa si chiama estroversione dell’economia, ovvero la dipendenza da mercati, capitali e manodopera esterni alla regione, che di fatto pone il continente alla mercé dei paesi Occidentali e, da alcuni anni, anche della Cina”. A parlare così è Aminata Traoré, Ex-Ministro della Cultura del Mali, il suo paese, fondatrice del Forum sociale africano e autrice di libri di denuncia della globalizzazione e delle politiche internazionali che penalizzano l’economia Africana. Protagonista negli anni ‘60, adolescente, delle lotte di liberazione nazionale del Mali, Aminata Traoré da allora non ha mai smesso di battersi per l’indipendenza del continente Africano perché, precisa fin da subito, “tale obiettivo non è mai stato raggiunto se non sulla carta”. “La monocoltura del cotone è il nuovo, subdolo volto del colonialismo in Mali”, accusa senza usare mezzi termini la Naomi Klein Africana. “Essa obbliga il paese a importare i beni alimentari che potrebbero benissimo essere prodotti localmente, col tragico risultato che in un paese dove oltre il 70% della popolazione è impiegato nel settore agricolo si continua a morire di fame ”. A partire dal 2000 produttori e commercianti, sotto la sua guida, si sono riuniti in un’associazione per risanare e gestire lo spazio del mercato di Missira, uno dei più antichi di Bamako, la capitale del Mali. “Con la rinascita dell’antico mercato, ho cercato di dimostrare che il Mali possiede gli strumenti e le conoscenze per alimentare un mercato interno. Tutta la merce in vendita, dal burro di karité al pesce, dai gioielli artigianali ai tessuti multicolori, dagli incensi alle piante medicinali, è rigorosamente made in Mali”. L’associazione riunisce anche un gruppo di donne che lavora il cotone coltivato localmente ed è in veste di loro portavoce che Aminata tornerà in Italia, per partecipare a “Terramadre ’08”, la colorata manifestazione patrocinata da Slow Food che riunirà, ancora una volta a Torino, dal 23 al 27 Ottobre, migliaia di contadini di tutto il mondo uniti dalla volontà di preservare la cultura gastro-economica del pianeta. La grande novità della presente edizione sarà appunto la presenza, accanto alla tradizionale rete di “comunità del cibo”, di una rappresentanza di produttori di fibre naturali. “Slow Food”, spiega la Traoré”, trasferisce per la prima volta il concetto di qualità e sostenibilità applicato al cibo al settore tessile, dimostrando così di aver capito che nelle comunità locali ed economie di piccola scala i diversi tipi di produzione sono tra loro interconnessi e si sostengono a vicenda. Non a caso la Fao ha indetto il 2009 Anno Internazionale delle Fibre Naturali: anche nel settore moda e dell’abbigliamento in generale occorre educare produttori e consumatori a scelte responsabili e sostenibili. È tempo che il mondo apra gli occhi: non solo i diamanti, anche i tessuti realizzati con materie prime Africane possono essere sporchi di sangue”.

Pubblicato su Vogue Italia, Ottobre 2008

Aminata Traore, ex-ministro della Cultura del Mali
Bamako, Mali
08/01/07

Bamako_Mercato_ok Bamako_ProgettoCotone_ok

 

 

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