Interview with an American Dreamer: Tommy Hilfiger

«Pitti Immagine Uomo offre l’opportunità unica di vivere la moda contemporanea in una cornice storica d’eccezione come quella di Firenze. La città ideale, mi sono detto, dove presentare, per la prima volta in Europa, l’ultima nata in famiglia, la Hilfiger Edition, una collezione che nasce proprio per cercare una sintesi tra la lunga storia e tradizione del nostro brand, e la voglia di innovare, stupire», racconta il padre fondatore del brand di lifestyle americano, Tommy Hilfiger in persona, dall’interno dello store di Piazza Antinori a Firenze, il più grande della maison a stelle e strisce in Italia. «L’idea dietro alla Hilfiger Edition, la nostra terza collezione uomo accanto a “Tommy Hilfiger Tailored” e “Tommy Hilfiger”, è quella di rivisitare capisaldi della nostra lunga tradizione, dai chino jeans alla polo shirt, e riproporli in chiave trendy, giocando a svecchiarli per mezzo di accostamenti insoliti ed irriverenti, sia cromatici che stilistici: chi ha detto che vintage e contemporaneo, classico e streetwear, elegante e sportivo non possano andare insieme?».

Si alza poi dal tavolo dove si svolge l’intervista per prendere in rassegna i pezzi forti della nuova collezione direttamente sugli schermi del nuovo motivo di vanto dell’azienda: lo “shopping wall”, un nuovissimo strumento di visual merchandising, il cui lancio ufficiale è previsto nel mese di Maggio nel negozio di Londra di Regent Street. «Basta avvicinare il capo scelto all’interfaccia digitale per attivare un video che lo mostra indossato dai modelli alle sfilate, o ricevere suggerimenti di altri capi della collezione con cui completare il look. Due anni fa il nostro “digital showroom”, un’interfaccia interattiva dalla forma tradizionale, quella di uno specchio da atelier di sarto, ha rivoluzionato l’esperienza di acquisto per i buyer.  Adesso vogliamo rivoluzionare l’esperienza di acquisto dei nostri clienti, portando la tecnologia direttamente in negozio». La sua inesauribile curiosità per la tecnologia, racconta, va vista come una naturale evoluzione della sua inveterata passione per la cultura pop, che negli anni lo ha portato spesso a trovare ispirazione nella moda delle sottoculture musicali statunitensi, o a scegliere star musicali come portavoce, si pensi all’icona R&B Aaliyah negli anni ’90. «Come ho raccontato in dettaglio nell’autobiografia uscita lo scorso novembre, “American Dreamer”, da sempre sono affascinato dall’idea di creare un brand “democratico”, aperto, accessibile ed inclusivo come la musica che così spesso ha ispirato le mie creazioni,  che rifugga ogni tentazione di arroccarsi nella torre d’avorio. Oggi la tecnologia mi consente di raggiungere un bacino di potenziali clienti impensabile solo pochi anni fa, con modalità del tutto nuove, democratiche, altamente personalizzate… e divertenti». Un esempio per tutti la Chatbox “TMY.GRL”, il servizio di messaging automatizzato su Facebook Messenger basato sull’intelligenza artificiale, presentato lo scorso autunno in occasione del lancio della capsule “TommyXGigi [Hadid] collection  realizzata in collaborazione con la topmodel Gigi Hadid, con cui il popolo di Tommy può vivere l’esperienza di chattare direttamente con un brand, e scoprire così dettagli e retroscena della nuove collezioni. «Chi si ferma è perduto», conclude. «Un marchio, non occorre mai dimenticarlo, è un’entità vivente, che chiede di essere nutrito continuamente di nuovi stimoli, nuove idee. Altrimenti muore».

 

Pubblicato su L’Uomo Vogue, Febbraio 2017

 

 

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