The teen-ager, that revealed all the secrets of the teens to their parents: Interview with german writer Paul Brühle

Nel gennaio 2015 la casa editrice tedesca Ullstein pubblica “Teenie leaks”, l’opera prima del quindicenne berlinese Paul Brühle, nella quale vengono svelati interessi, passioni e paure degli adolescenti di oggi. Tanta è evidentemente la curiosità dei genitori dei millennials di capire cosa frulla nella testa di figli divenuti improvvisamente taciturni e scontrosi, perennemente incollati ai loro smartphone o chiusi a chiave nelle loro stanze, che il libro nel giro di poche settimane si rivela un caso editoriale, conservando per ben 29 settimane una posizione nella top 10 della classifica dei libri più venduti in Germania. «Con “Teenie leaks” ho voluto spazzar via i tanti pregiudizi che riducono gli adolescenti di oggi a dei consumatori seriali perennemente insoddisfatti, cresciuti a pane, pornografia e playstation», spiega il giovane autore. «Una generazione senza valori, di ragazzi cresciuti senza ideali e senza sogni, pronti a rivendere alla prima occasione il regalo della nonna per comprare una bottiglia di vodka. Le cose non stanno esattamente così». Nasce così un insolito “manuale delle istruzioni” per adulti interessati a capire meglio i loro figli adolescenti (da alcuni mesi disponibile anche nell’edizione italiana “Noi (E voi). WikiLeaks degli sdraiati” per Corbaccio ed.), dove si spiega perché i videogiochi per i giovanissimi sono un’importante occasione di aggregazione, e non necessariamente una perdita di tempo; quali sono le mode del momento in materia di abbigliamento intimo; cosa succede veramente nelle stanze degli hotel durante le gite scolastiche; e —forse l’argomento più interessante — cosa significa prendersi le prime cotte oggi, all’epoca di Facebook. «L’interesse per una ragazza non si comunica quasi mai verbalmente, ma, indirettamente, aumentando l’attività del pulsante like sui social network», rivela Brühle, che poi spiega come certe attese possano essere particolarmente eloquenti. «Un parametro fondamentale è quanto tempo intercorre tra un messaggio su WhatsApp ed una risposta: se una ragazza ti risponde il giorno dopo significa che non ci sta». Mi sono reso conto, insomma, che c’era un gran bisogno di spiegare il nostro mondo ai genitori, soprattutto a quelli che, convinti di fare il nostro bene, ottengono di solito l’esatto contrario. Ad esempio soffocando i figli di aspettative troppo alte, quasi sempre controproducenti». Un intero capitolo di Teen Leaks è dedicato non a caso al tema del conflitto che si genera tra genitori e figli ogni qualvolta non vi è corrispondenza tra le aspettative dei primi e le reali aspirazioni dei secondi. «Non occorre essere figlio di una superstar, per sapere cosa significa sentirsi schiacciati da modelli genitoriali inarrivabili, o semplicemente inadeguati, che possono generare dolore e frustrazione. “Diventerai un bravo medico come papà”. Magari no, e va bene uguale! La pubertà è l’età in cui iniziamo a guardare criticamente a questi modelli. Ad accettarli o, spesso, a rifiutarli. È infatti l’età in cui iniziamo a difendere strenuamente le nostre opinioni, e —quello che i genitori più hanno difficoltà a capire — ad avere l’esigenza di disobbedire per provare errori e fallimenti sulla nostra pelle, anche se in cuor nostro sappiamo che i loro consigli, basati sull’esperienza, sono quasi sempre giusti. Credo sia naturale che per molti genitori questa improvvisa autonomia di pensiero risulti in un primo tempo spiazzante, se non scioccante.  Suggerisco loro di non farne un dramma, perché è il segno positivo che il bruco sta per trasformarsi in farfalla;  ai miei coetanei invece di tenere duro, perché è solo combattendo per le proprie idee che si diventa adulti nel senso più pieno del termine.”

Pubblicato su L’Uomo Vogue, Luglio-Agosto 2016

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