Interview with the vampire: the sexy Ryan Kwanten

Not just “True Blood”. The sexy vampire heartrob bites back. 

La sua carriera inizia per un capriccio della sorte, un giorno d’estate, all’età di quindici anni, quando sua madre gli chiede di aspettare in macchina il tempo necessario per accompagnare il fratello minore a un’audizione teatrale. Lui disubbidisce, s’intrufola in teatro, viene scambiato per uno dei partecipanti al provino, lo fa e viene immediatamente scritturato. Non sarà però il teatro bensì la Tv a regalare a Ryan Kwanten la notorietà, grazie a un ruolo nella popolarissima soap australiana “Home and away”, dal 1997 al 2002. Per il resto del mondo, però, il volto di questo trentasettenne di Sydney è soprattutto quello di Jack Stackhouse, il testosteronico protagonista della vampiresca serie cult della HBO “True blood”, ruolo che interpreta ininterrottamente da ormai sei anni, fin dalla prima stagione. «Da ragazzo indisciplinato e problematico, incubo dei poliziotti e sciupafemmine, Jack si è trasformato sotto i miei occhi in un poliziotto innamorato del proprio lavoro e di una sola donna. Mi piace pensare che io e lui siamo cresciuti e maturati insieme in questi anni», racconta. «La maggiore difficoltà nel recitare questa parte? Il fatto che Jack è un uomo d’istinto. Con un personaggio così guai a scadere in una lettura pedissequa del copione: devi improvvisare. Che è anche il motivo per cui, a distanza di tutti questi anni, continuo ad amare questo ruolo: con Jack non ci si annoia mai. Il mio debole per i personaggi “ribelli”, del resto, non è una novità», prosegue l’attore. «Il mio preferito? Sicuramente Luke di “Cool hand Luke” (“Nick mano fredda”, 1967, ndr). Sono sempre stato un grande ammiratore di Paul Newman. Chissà se avrò mai l’onore di cimentarmi in quella che reputo una delle sue più grandi interpretazioni». L’immediato futuro si annuncia carico di impegni per Kwanten: «Sto ultimando le riprese della settima (e ultima) serie di “True blood”, e sto prestando la mia voce al personaggio di un bellissimo cartone animato, “Blinky Bill”». Senza contare i quattro film in uscita nel 2014: “Knights of Badassdom”, “Kidnapping Freddy Heineken”, “Northmen: a Viking saga”, e “The right kind of wrong”, in cui interpreta un personaggio, Leo Palamino, che lo ha sedotto – rivela – come forse nessun altro personaggio in passato. «Non mi ero mai imbattuto in un ruolo dalla personalità così sfaccettata, i cui peggiori difetti possono essere considerati, a seconda dei punti di vista, anche le più grandi qualità. Pungente, duro, ma anche un uomo romantico che non si ferma davanti a nessun ostacolo pur di conquistare la donna amata». “Il principale rovescio della medaglia del successo? Non poter far ritorno in Australia con la frequenza che vorrei. Le cose di casa che più mi mancano sono anche le più semplici: tuffarmi nell’oceano con mio padre, un drink con i miei fratelli sulla spiaggia». «È curioso come la percezione delle proprie origini cambi vivendo all’estero», conclude l’attore. «Vivendo a Los Angeles, ho imparato ad apprezzare negli Australiani, me incluso, quelle caratteristiche che più colpiscono gli Americani: la nostra natura competitiva, la nostra ingenuità, e certamente il nostro simpatico modo di parlare, così ricco di espressioni colorite”.

Pubblicato su L’Uomo Vogue, Marzo 2013

Photo credit: Eric Guillemain

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