Interview with the Campana brothers, Designers of the year at Design Miami 2008

I progetti natural-industriali dei fratelli Campana, Designers of the year a Miami. Autentici pezzi unici, in grado di trasmettere emozioni. Come opere d’arte. 

Alcuni di voi ricorderanno sicuramente l’esposizione dei fratelli designers Humberto e Fernando Campana intitolata “Transplastic”, presentata l’estate 2007 alla galleria Albyion di Londra, e costituita da trentuno, tra sedie, lampade e divani, indimenticabili pezzi unici ottenuti ibridando plastica scadente e fibra naturale. Lussuosissime pur essendo realizzate con materiali molto poveri, in perfetto stile Campana, le opere di “Transplastic” inscenano un attacco parassitario del materiale naturale ai danni di quello sintetico, siglando così il trionfo della Natura sull’operato dell’Uomo. Un pathos raro da trovare nel design contemporaneo che colpì profondamente una visitatrice d’eccezione dell’esposizione Londinese, Ambra Medda, la giovane e avvenente direttrice e co-fondatrice del Design Miami, convincendola ad assegnare proprio ai Campana questo Dicembre il prestigioso riconoscimento di “Designers dell’anno” di cui finora possono fregiarsi solo mostri sacri come Zaha Hadid, Marc Newson e Tokujin Yoshioka. Tra i loro principali meriti, si legge tra le motivazioni degli organizzatori della kermesse giunta quest’anno alla quarta edizione, quello di “aver saputo trovare una loro colorata e gioiosa originalità attingendo alle suggestioni del proprio paese natale” senza mai, si evince tra le righe, subire passivamente le fascinazioni provenienti da paesi con una più solida tradizione nel settore. «Il Brasile è un paese vibrante, ricco di stimoli visivi, in cui abbondano i dettagli, dove la struttura delle cose stenta a imporsi all’occhio dell’osservatore» – spiega Humberto. «Fin da giovane mi era chiaro che abbracciare, ad esempio, lo stile asciutto e austero del design proveniente dal Nord Europa sarebbe stata un’operazione intellettualmente poco onesta, o quanto meno poco credibile». Come suggerito dalle divertenti animazioni del loro sito, che per ogni progetto illustrano l’evento del quotidiano da cui scaturisce l’idea creativa, l’ispirazione per le sedie dei fratelli Campana arriva direttamente dalle strade di San Paolo, in particolare dai quartieri poveri delle bidonvilles, “i più ricchi di ingegno e inventiva” (come nel caso della celebre “Favela Chair”, del ’2003, interamente costruita con legno di scarto rinvenuto nelle baraccopoli): «Vivere in una città brutta e inquinata insegna ad aprire gli occhi e a scovare bellezza nei luoghi più impensati, spesso molto umili». Chi sarà a Miami tra il 3 e il 6 Dicembre potrà ammirare tre nuove strutture ibride intitolate “Diamantina”, eseguite appositamente per celebrare la consegna del premio, nelle quali la flessibilità delle impagliature in fibra naturale viene sfruttata questa volta per avviluppare sensualmente non plastica ma grossi cristalli di ametista. Veri e propri pezzi di “Haute Couture”, la cui realizzazione è costata settimane di lavoro manuale , davanti ai quali viene spontaneo domandarsi dove finisce il design e inizia l’arte. «Com’è noto, la discriminante tra un’opera d’arte e un oggetto di design sta nella sua funzionalità», precisa Fernando. « Alcuni nostri lavori creano indubbiamente un ponte con l’arte, ma rimangono pur sempre oggetti di design. La funzionalità pura conduce ad un prodotto morto, freddo, mentre l’emozione disgiunta dalla funzionalità è solo arte. A noi interessa un design capace di veicolare emozioni, che sappia essere il giusto mezzo tra questi due estremi».

 

Pubblicato su Vogue Italia. Dicembre 2008

Photo credit: Courtesy of the designers

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951943-1061
Una Famiglia Chair
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“Banquete”
“Aguape”

Cassio_Vasconcellos

 

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“Diamantina” (schizzo)
Ilha
“Ilha”
Ilha & Meteor installation
Ilha & Meteor installation
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“Transrock”
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Café

 

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