The evolution of the species. The Atlas of Furniture by Vitra

L’evoluzione della specie. Vitra Design Museum firma il definitivo Atlante che indaga oltre due secoli di storia dell’arredo. Quasi un romanzo per capire le forme del mondo dove viviamo.

Una carrellata di oltre 1700 mobili di design dagli inizi dell’industrializzazione fino all’odierna era della digitalizzazione,  rifotografati per l’occasione e raccontati da settanta tra le più illustri firme del settore, il tutto correlato da 2.800 illustrazioni, schizzi e glossari.  Sono questi i numeri da record de “L’ Atlante del Design del mobile”, l’attesa, nuova pubblicazione del Vitra Design Museum in uscita nel 2019, che si annuncia essere niente meno che l’opera più esaustiva ed autorevole (e voluminosa) mai pubblicata sull’argomento.  “Dopo il successo di “100 capolavori dalla collezione del Vitra Design Museum”, pubblicato nel 1995, abbiamo avvertito l’esigenza di lavorare ad un’opera di più ampio respiro, di carattere enciclopedico, che rendesse finalmente giustizia alla ricchezza della collezione, ed al contempo fornisse una panoramica completa ed inedita sulla storia del mobile moderno”, racconta Mateo Kries, direttore del museo di Weil am Rhein. Mai, prima d’ora, così tanti capolavori del design ci erano stati raccontati con un simile livello di dettaglio e sistematicità: dei pezzi più rilevanti e pionieristici, come la  sedia “Cesca B32” di Marcel Breuer, si riporta, ad esempio, la lista completa delle aziende produttrici che li hanno commercializzati nelle varie epoche; interessanti infografiche ricostruiscono, come in un libro di Charles Darwin, l’evoluzione delle forme dei vari prototipi di uno stesso oggetto nel tempo, regalandoci una preziosa visualizzazione diacronica dei cambiamenti di gusto intervenuti nella società. Eppure, pur potendo vantare un livello di approfondimento senza precedenti, questa “Bibbia del Mobile” di oltre mille pagine non intende rivolgersi solo agli addetti ai lavori. “I testi, redatti in una lingua accessibile, scevra di inutili tecnicismi, si presentano come brevi essai, dove l’oggetto di design è solo il punto di partenza per un avvincente racconto del contesto – storico, economico e sociale – in cui è stato concepito”. Ed è questo, forse, il maggior pregio del libro: dalla sedia a dondolo Thonet Betwood Rocking, espressione di una borghesia fine ottocentesca in rapida ascesa con sempre maggior tempo libero a disposizione, agli economici mobili salva-spazio in plastica di Charles & Ray Eames, nati per dare una risposta alle ristrettezze del Dopoguerra, i capolavori confluiti nell’ “Atlante”, ognuno immancabilmente ambasciatore della propria epoca, si rivelano poco a poco i tasselli di un raffinato ed indimenticabile mosaico degli ultimi due secoli di storia dell’Occidente.



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